Ddl antisemitismo e sovranismo a parole
Il Ddl antisemitismo riaccende il dibattito sulla libertà di espressione, la critica a Israele e le contraddizioni del sovranismo italiano.
03 ottobre 2026, di Mostafa Milani Amin
Il ddl antisemitismo, le ambiguità della definizione IHRA e la contraddizione di una destra che si proclama sovranista, ma difende Israele a scapito della libertà di critica e della giustizia per le vittime del terrorismo del regime genocida di Tel Aviv.
Il disegno di legge sull’antisemitismo assume come riferimento la definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance — Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto), comprensiva degli indicatori contestati per il rischio di confondere l’antisemitismo con la critica a Israele. Il testo dichiara di salvaguardare la libertà di espressione, ma il problema resta: come si può garantire questa libertà se la critica ai crimini israeliani rischia di essere sistematicamente assimilata all’odio antiebraico?
Criticare il regime israeliano, denunciarne l’occupazione, condannarne le operazioni militari terroristiche e genocidarie e contestare il sionismo non significa necessariamente diffondere l’odio per gli ebrei. L’antisemitismo va condannato, ma non può diventare uno scudo politico per l’entità terroristica israeliana.
Di fronte alla devastazione e al genocidio di Gaza, alle strazianti sofferenze della popolazione palestinese e alle gravissime violazioni del diritto internazionale da parte del regime infanticida di Tel Aviv, il problema non è soltanto ciò che fa il governo terrorista israeliano, ma anche il comportamento di chi lo difende, ne giustifica le azioni o cerca di delegittimare chi le denuncia.
Ed è qui che emerge la contraddizione della cosiddetta destra italiana. Per anni si è presentata come paladina della sovranità nazionale, dell’indipendenza e dell’interesse italiano. Eppure, quando si tratta di Israele, questa tanto proclamata indipendenza di giudizio sembra improvvisamente venire meno.
Quale sovranismo è quello che pretende di difendere l’autonomia nazionale, ma sostiene un provvedimento che rischia di restringere lo spazio della critica a un regime straniero e pure terrorista e genocida?! Quale indipendenza è quella di chi antepone la difesa di infami assassini alla libertà di denunciarne gli inauditi crimini?!
Le destre italiane si rivelano dunque non sovraniste, ma subordinate alla solidarietà politica con il sionismo. Quando la difesa del terrorismo di Stato prevale sulla condanna dei crimini contro l’umanità, il sovranismo diventa una stupida fanfaluca.
Mostafa Milani Amin