Destra, sinistra e centrismo: i falsi salvatori della politica
Destra, sinistra e centro: il ciclo dei leader presentati come salvatori della società e la ricerca di una salvezza che la politica non può offrire.
14 agosto 2026, di Mostafa Milani Amin
Cambiano i partiti, gli slogan e i leader, ma la promessa di un uomo capace di “salvare” la società continua a ripetersi. Per chi crede, però, nessun governante può essere il vero Salvatore.
Da destra a sinistra, passando per il centro, la politica moderna continua a riproporre una promessa ricorrente: arriverà qualcuno capace di salvare il Paese.
In Italia, dalla destra di Salvini e Meloni alle nuove figure come Vannacci, si ripresenta continuamente qualcuno che si propone come l’uomo della svolta, capace di difendere, risollevare e finalmente “salvare” l’Italia. Negli Stati Uniti, in epoche diverse, abbiamo visto dinamiche analoghe attorno a Reagan, Bush e Trump.
Ma il fenomeno non appartiene alla sola destra. Anche la sinistra ha avuto i suoi leader investiti di aspettative quasi salvifiche: uomini e donne chiamati a incarnare il cambiamento, la giustizia, l’uguaglianza e la trasformazione della società.
E quando destra e sinistra falliscono, entra in scena il centro: il moderato, il tecnico, l’esperto, il tecnocrate, presentato come colui che, finalmente con competenza e pragmatismo, riuscirà a rimettere ordine dove la politica ha fallito.
Cambiano gli slogan e le ricette, ma il meccanismo può essere lo stesso: trasformare un uomo politico in un “salvatore”.
La destra promette di salvare la nazione difendendola; la sinistra trasformandola; il centro amministrandola con competenza. Ma nessun uomo può essere all’altezza di aspettative di questo genere.
Quando la politica assume così una dimensione quasi messianica, il cittadino non si limita più a scegliere un governante: comincia a credere nel governante. E quando il presunto “salvatore” fallisce, spesso non si abbandona il meccanismo: si cerca semplicemente quello successivo.
Salvini, Meloni, Vannacci, Reagan, Bush, Trump e gli altri: cambiano i nomi, i volti e gli slogan. Ma finché si cerca nell’uomo la salvezza dell’uomo, il ciclo continua.
Questo non significa che destra, sinistra e centro siano uguali, né che le loro idee abbiano lo stesso valore. Significa che nessun politico dovrebbe essere trasformato in una figura messianica. Un governante può amministrare bene o male, migliorare alcune condizioni della società o peggiorarle: rimane comunque un uomo.
Per chi crede, la distinzione è essenziale: una cosa è il governante e un’altra è il Salvatore.
Il primo può governare la città degli uomini.
Il secondo è Colui che salva l’uomo.
Forse, allora, la vera domanda non è quando finirà la ricerca del prossimo “salvatore” politico, ma quando l’uomo smetterà di cercarlo nel luogo sbagliato e tornerà a cercare il vero Salvatore (che Iddio ne affretti la manifestazione).
Mostafa Milani Amin