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Sovranità e fondamento ultimo: Islam, fascismo e comunismo a confronto

Analisi del rapporto tra Islam, fascismo e comunismo in relazione al fondamento ultimo dell’autorità e alla loro compatibilità dottrinale e ideologica.

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31 maggio 2026, di Mostafa Milani Amin


Copertina islam-fascismo-comunismo-mag-2026

La differenza fondamentale tra Islam, fascismo e comunismo risiede nel fondamento ultimo dell’autorità: trascendente nell’Islam, immanente e storicizzato nelle ideologie moderne. Nel fascismo tale fondamento assume forme politiche o razziali assolutizzate; nel comunismo una forma materialista e storica. Da questa divergenza nasce una tensione strutturale che, nel tentativo di conciliare sistemi fondati su principi ultimi contrastanti, può assumere forme di sincretismo e conflitto dottrinale tra visione religiosa e quadro ideologico moderno.

Il vero punto di frizione tra Islam, fascismo e comunismo non è morale né politico in senso stretto, ma la collocazione del fondamento ultimo dell’autorità e del senso.

Il fascismo, nelle sue principali formulazioni storiche, attribuisce il primato politico alla comunità nazionale, allo Stato e, in molte realizzazioni, alla figura del capo politico come centro di decisione e unità. L’individuo è subordinato all’ordine politico collettivo. La religione può essere integrata, tollerata o subordinata, a seconda dei contesti storici, ma non costituisce il principio fondante del sistema.

Il comunismo marxista classico fonda la propria analisi della realtà su un materialismo storico, secondo cui i rapporti economici e le strutture di produzione costituiscono la base determinante dei processi storici. La religione è generalmente interpretata come fenomeno storico-sociale derivato e non come fondamento ultimo della verità.

L’Islam, nelle sue formulazioni dottrinali tradizionali, afferma invece la sovranità esclusiva di Dio come principio ultimo dell’ordine reale e normativo. L’autorità politica è pensata come derivata e non autonoma rispetto alla rivelazione e all’ordine divino.

Da questo punto di vista, esiste una incompatibilità strutturale tra questi sistemi nei loro presupposti ultimi: il fascismo e il comunismo collocano il principio ordinatore in realtà immanenti alla storia umana (politiche, sociali o materiali), mentre l’Islam lo colloca in un principio trascendente.

Sul piano storico, si registra l’esistenza di musulmani che hanno aderito a movimenti fascisti, comunisti o ad altre ideologie moderne. Questo dato non modifica la relazione tra i rispettivi principi, ma indica che l’appartenenza religiosa e l’adesione politica non coincidono automaticamente nella pratica concreta. In tali casi, gli individui possono selezionare elementi ritenuti compatibili (ordine, giustizia sociale, emancipazione, disciplina) senza necessariamente assumere l’intero impianto filosofico delle ideologie a cui aderiscono.

Quando un sistema politico viene assunto non solo come scelta pratica ma come interpretazione complessiva della realtà, entra inevitabilmente in rapporto conflittuale con una visione religiosa che riconosce una fonte ultima trascendente dell’autorità.

Un’obiezione ricorrente richiama il sostegno o la simpatia mostrati dal fascismo e dal nazionalsocialismo verso ambienti musulmani: dall’uso dell’espressione «Spada dell’Islam» da parte del fascismo fino all’ostentazione della presenza di volontari musulmani nelle formazioni legate alle Waffen-SS durante la Seconda guerra mondiale. Questi episodi sono storicamente reali, ma appartengono al piano della tattica politica, della propaganda e delle alleanze contingenti. L’utilizzo di simboli religiosi o il coinvolgimento di comunità musulmane in funzione politica e militare non implica l’assunzione dei principi islamici né una subordinazione dell’autorità politica a una fonte trascendente. La politica delle alleanze e il calcolo contingente non coincidono con una trasformazione dottrinale del sistema.

Il punto decisivo del confronto resta quindi il seguente: se il fondamento ultimo dell’ordine sia collocato nella storia umana e nelle sue costruzioni politiche e materiali, oppure in un principio trascendente e divino.

Mostafa Milani Amin

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